
Morcone, il paese che si fa presepe: tra fuoco e pietra, nasce il racconto
10 Novembre, 2025
Presentazione del secondo volume de “Il Presepe nel Presepe – tra cronaca e storia”
22 Novembre, 2025Nella 40ª edizione del Presepe Vivente di Morcone, Federica ha interpretato la Madonna, un ruolo di grande responsabilità e significato. Tra le strade del centro storico, ha vissuto un’esperienza intensa che ha unito tradizione, emozione e fede, donando a tutti un momento di autentica magia. In questa intervista, condivide le sensazioni e i pensieri che l’hanno accompagnata in questo percorso unico.
Qual è stata la prima cosa che hai pensato quando, lo scorso 8 dicembre, ti è stato comunicato che saresti stata la Madonna della 40ª edizione del Presepe Vivente di Morcone?
Sono stati molti i pensieri e le emozioni che ho provato in quel momento. Prima fra tutti c’è stata sicuramente l’incredulità: è difficile credere che per un evento così importante per il nostro paese, sarei stata proprio io a ricoprire uno dei ruoli principali; elaborare una tale notizia è stato per me molto impegnativo, essendo una persona che normalmente crede poco in sé stessa. Conservo infatti con tanto amore le parole di quella mattina da parte del mio “Arcangelo”, che mi hanno fatto capire quanto in realtà fossi apprezzata, tanto da essere stata scelta per quel ruolo con convinzione da parte di tutto il comitato organizzativo. Il mio grazie quindi andrà sempre a chi ha creduto in me e mi ha permesso di vivere questa esperienza meravigliosa.
Com’è stato per te interpretare la figura della Madonna in un evento così sentito e tradizionale come il Presepe Vivente di Morcone?
La responsabilità di chi veste i panni della sacra famiglia è tanta e per me ricoprire il ruolo della Madonna è stato un qualcosa di surreale. Fin quando non ti ritrovi a passeggiare tra i vicoli del paese indossando quei panni, non si riesce davvero a comprendere quanto in realtà sia importante ricoprire quel ruolo: le persone che ti abbracciano, che ti toccano chiedendoti una grazia o banalmente le innumerevoli foto che ti vengono scattate dai passanti per avere il ricordo di essere stati con “Maria”. Diciamo che è un’esperienza davvero fuori dal comune, una vera e propria avventura di cui terrò sempre caro ogni singolo momento.
Qual è stato il momento più emozionante o significativo che hai vissuto durante la rappresentazione?
Senza dubbio l’ultima natività, probabilmente perché solo all’ultimo ho realizzato quanto effettivamente fossi stata fortunata ad aver vissuto quei momenti così magici. Di fronte al fiume di fuoco creato dai pastori e alla vista del bambino così dolce e puro è quasi impossibile non commuoversi, vedere poi la devozione del pubblico e la dedizione degli organizzatori ti fa davvero riflettere su quanto sia unico ciò che stai vivendo.

Foto di Guido Ansaldi
Che consiglio daresti a colei che quest’anno vestirà i panni della Madre di Gesù?
Il mio consiglio è quello di godersi ogni momento e di vivere a pieno ogni istante. Si tratta infatti di un’esperienza unica che purtroppo passa in fretta, una volta terminata ne avverti subito la nostalgia e si vorrebbe rivivere nuovamente ogni attimo, per provare ancora una volta il vortice di emozioni che ti accompagna in quei due giorni. Suggerisco quindi alla prossima “Maria” di lasciarsi andare ad ogni sensazione, a volte basta quello per viversi tutto appieno e più intensamente.
Interpretare la Madonna in quel piccolo grande mondo di spiritualità e storia non è stato solo un ruolo, ma un vero viaggio nell’intimità dell’anima, un dono prezioso da custodire nel cuore per sempre. Tra luci soffuse e sguardi colmi di devozione, Federica ha vissuto un momento di profonda bellezza e meraviglia, capace di unire passato e presente e lasciare un ricordo destinato a durare nel tempo.


